Primpied by Luciano Russo

 

Non tutte le storie purtroppo hanno il lieto fine alla #ChiaraeFedez

 

Primpy, partenza, via…

Si parte per scoprire, per amore, per fuggire, per trovare bel tempo (ecco questo non è stato il mio caso).

Il viaggio per me comincia quando si sceglie nel dettaglio cosa portare e cosa no, perché si sa i capi candidati inizialmente sono tanti ma per necessità molti vengono eliminati.  Arrivato in aeroporto carico di bagagli, per l’esattezza: 1 valigia da 28kg, e i bagagli da cabina rigorosamente di Louis Vuitton (1 trolley da 12, e 1 keepall da 8). Mi sono reso conto di quanto il mio più grande problema sia organizzare i look persino al mare.  Salito sull’aeromobile ho subito assaporato però l’aria di vacanza, grazie al trattamento di Ethiad, champagne, Business class e grandi sorrisi. Dopo ore di viaggio e uno scalo ad Abu Dhabi, eccomi arrivato su quello che più verosimilmente si può accostare all’idea del Paradiso.

Recupero i bagagli in una meravigliosa giornata di sole, che ahimè non durerà per molto. Ad attendermi il driver della meravigliosa alcova che mi ospiterà per i successivi sei giorni Hilton Saint Northolome.  Ad attendermi sull’isola di Mahè, la mia villa da 100 mq2, più grande persino del mio appartamento di Milano. Il tempo di disfare i bagagli che ecco la pioggia tropicale abbattersi sulla mia vacanza a 5 stelle.

Il fato o le iettature chi lo sa, ma tutto questo ha reso più divertente il gioco “scova i raggi di sole sull’isola”.

La spiaggia in assoluto più bella è quella del Four Season a Petite Anse, un vero e proprio sogno ad occhi aperti, tra le coccole del personale e il tramonto più bello della mia vita.  La spiaggia di Beau Vallon, ospiti dell’H resort è più ruspante, piena di bambini e di gente fuori forma. Punto a favore l’ottimo ristorante sulla spiaggia, La plage, dove ho mangiato un fish burger da togliere il fiato. La spiaggia di Port Launay, in cui ad ospitarci era il tranquillissimo resort Costance Euphelia. Drink meravigliosi e possibilità di ristoro totale dei sensi, poiché i lettini intramezzati agli antri naturali, creavano un set pari solo a quello di Cast away.

E il giro delle spiagge visitate termina qui, poiché le escursioni nelle meravigliosa isoletta di La digue e Praslin sono saltate causa diluvio universale.

La vita notturna non riserva grandi proposte

I ristoranti chiudono la cucina non oltre le 22h,  di fatti molto spesso la scelta di rimanere a mangiare in hotel risulta la più comoda e la più intelligente. (Quindi fate sempre attenzione alle recensioni sui ristoranti del vostro resort.)

By the way, ho avuto la fortuna di provare quelli che sono considerati i due migliori ristoranti nella zona vicino a Beau Vallon, ed entrambi di proprietari italiani trapiantati a vivere sull’isola da parecchi anni:

La Scala, ambiente piacevole e cucina italiana/internazionale su una terrazza che si affaccia sul mare di Bel Ombre, con la proprietaria originaria del Ticino, dalla dolcezza disarmante. Piatto consigliato: Linguine con gamberoni imperiali al rum. (Indirizzo: Bel Ombre, Seychelles)

La Perle noire, in assoluto il miglior ristorante dell’isola e questo non ve lo dico solo io ma anche Trip advisor. Il proprietario simpaticissimo e il personale impeccabile, sono la giusta cornice per un cibo da Oscar. Piatti consigliatissimi: spicy octopus salad, linguine all’aragosta, tartare di tonno. (Indirizzo: Beau Vallon, Seychelles)

Anche la cucina creola (quella locale) è davvero ottima, il red sniper e le aragoste alla griglia sono orgasmatiche.

Ed ora ecco a voi la gallery dei miei primpy look: stampe, righe, texture leggere, perché la foto perfetta vale più della vacanza perfetta (scherzo, ma non troppo).