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Primpied by Gaia Guarino

 

Componibili più dei mobili ikea

 

Primpy assegna a ciascuno il suo

L’estate, sebbene un po’ in anticipo, è arrivata portando con sé la sua consueta ventata di allegria. Così come spuntano i primi frutti sugli alberi, anche gli stand dei negozi si riempiono di costumi da bagno. Il momento della corsa al bikini di tendenza è adesso. Vuoi forse riesumare dai cassetti i due pezzi della scorsa stagione?

Un mese di maggio che profuma di giugno e, viste le temperature, anche di luglio. A meno che tu non viva al sud e già tra marzo e aprile hai indossato il costume e ti sei fiondato in spiaggia, è in questo periodo che inizia la caccia al beachwear perfetto. Qualche giorno stavo facendo una passeggiata al mare e, mossa dalla curiosità, mi sono ritrovata a riflettere su quella che mi piace definire la democrazia del bikini.

Il cosiddetto due pezzi, sebbene spesso associato a icone sexy come Ursula Andress o Brigitte Bardot, è diventato negli anni un capo moda sempre più versatile tanto da essere uno dei pochi indumenti veramente trasversali. Non tutto ciò che propone il fashion system è appellabile come democratico, anzi spesso risulta difficile immaginare alcuni abiti su corpi diversi da quelli delle modelle. Il bikini invece è riuscito ad acquisire una dimensione nazionalpopolare e una dimensione (in senso squisitamente fisico!) calibrata su donne di ogni genere. Dalle bambine alle signore più agée passando per timide adolescenti e cougar panterone. Dalle magre, magrissime piatte come tavole da surf alle super maggiorate ormai note come curvy.

Non solo striminziti pezzi di stoffa ma veri e propri oggetti di design. Gli stilisti, sia per i marchi low-cost sia per l’alta moda, sempre più creano dei bikini capaci di vestire le fisicità più svariate e complesse. Venne il tempo dei costumi componibili: senza seno ma con dei fianchi ‘importanti’? Una prima per il top e una quarta per lo slip. Vennero poi i push up a risollevare il morale (e non solo) di molte fanciulle, le fasce, i triangoli, i balconcini e i tank top. E il mostrar le chiappe chiare già ai primi di giugno fu possibile grazie a culotte brasiliane, tanga e dintorni. Tanto quanto pantaloncini e mutandine a vita altissima e castissima hanno saputo letteralmente avvolgere qualunque lato B volesse fuggire alla luce del sole.

Riusciamo a immaginare l’estate senza bikini?

Le appassionate del costume intero, quelle per cui ogni tuffo è uno start alle Olimpiadi, resistono. Ma è il due pezzi l’outfit da spiaggia per eccellenza. Ogni tabù è stato sdoganato, le donne prendono coscienza dei propri corpi e sanno che difficilmente subiranno la mortificazione del ‘non abbiamo la sua taglia!’. È la democrazia del bikini, bellezza. A ciascuno il suo, basta saper scegliere. L’unica regola da rispettare è valorizzarsi. Il rischio di inciampare in disastrose cadute di stile o in tristi tentativi di ringiovanimento è dietro l’angolo. Ma in questo caso è solo questione di buon gusto.