Primpied by Luciano Russo

 

GIRAR MILANO… DI MARCA IN MARCA

 

Dubbi amletici di un fashion addict in chiave semiseria, total primpy. Da leggere dopo il secondo caffé. E con plafond illimitato.

 

La Milano “quella da bere” fa parte del passato, sento dire, facendomi quasi sentire marziano unfashionably late in terra fashion.

Ma quello che mi sono sempre chiesto è: allora, come si passano le giornate nel quadrilatero della moda se la Milano da bere è stata prosciugata? Prosciugando una American Express, comprando come in un libro della Kinsella, perché per apparire sempre al meglio il trucco.

Parola d’ordine: passare di marca in marca. Perché il total look, diciamolo ancora, ha stufato perfino i giapponesi in gita.

Gucci o Chanel, flat o high hells, peonie o bucaneve, brand new o usato, se anche tu ogni giorno ti poni questo dubbio, non ti resta che leggere quanto segue.

Non c’è niente di bello nell’apparire poorly, alla fine abbiamo tutti un ex o la stronza dell’ufficio che vogliamo fare rosicare.

 

Ecco come e dove taggarsi:

1) Antonia. Paragonabile a Barneys in chiave europea. Trovi di tutto dalla phantom di Celine alle pigalle di Louboutin. Se il monomarca ti annoia e hai bisogno di un alfabeto multilingue della moda questo è il posto giusto dove andare a Milano. Scegli la carta, che sia la tua o quella di qualcun altro, e fai come me, che credo nel potere della cartomanzia.

2) Bivio. Se il tuo budget è limitato ma non vuoi rinunciare al brivido dell’etichetta. Se Zara ti puzza di cheap e da H&M compri solo le collaborazioni, questo è il posto perfetto per te. Compra, vendi, scambia. Il loro motto ma anche il mio: è il posto perfetto dove riciclare regali sbagliati, capi che a furia di disturbi alimentari non sono più della tua taglia, orrori trovati nel cambio stagione frutto delle frequentazioni che non vorresti più fare. Insomma come le civiltà tribali si scambiano le risorse, lo si fa anche con la moda. Chi ha detto che la moda non sia un bene di prima necessità?

3) Fridas, dillo con un fiore. Niente di più giusto, ma i fiori devono essere belli se no l’effetto è peggiore del botulino fai da te della Lecciso.

Veicoliamo tutto di noi tramite l’immagine: se sbagli anche solo un tassello il puzzle è da ricominciare, e chi ne ha le forze? PLAY SAFE.

4) Campo Marzio. Il profumo è tra tutte le armi di seduzione la più potente in quanto la più evocativa. Proust aveva la Madeleine, e tu meriti senza dubbio un’essenza di Tom Ford o un profumatore di Cirtrudon. Se anche tu sei ready to smell non puoi non andare a farci un salto.

Trovare la giusta fragranza è più difficile che trovare il perfetto maglione per la foto sulla neve a Sant Moritz, collo alto a trecce bianco, tanti ci provano ma l’effetto è più pecora di Heidi che Heidi Klum.

5) L’osservatorio. Se considerate l’occhiale non come semplice accessorio ma come parte di una storia da scoprire, se amate le idee più insolite, non potrete fare a meno di farci un salto. Che sia per nascondere i bagordi di un after o per sembrare intriganti, l’occhiale giusto è più facile da trovare dell’uomo giusto (che non è l’ottico, grazie).