Primpied by Luciano Russo

 

Milan l’è on gran Milan

Tutti ne parlano, ma pochi si destreggiano nel caos calmo che ci offre; tanti la abitano, ma pochi sanno come viverla in modo Primpy.

 

Parliamo della chiaccheratissima Milano, che l’anno passato è stata sulla bocca di tutti più di Trump che vince le presidenziali, per l’Expo: ma l’Expo, a mio parere, lo trovi tutti giorni in giro per le strade. Tra blogger, designer, fotografi, make up artist, commessi, chef e aspiranti tali, l’expo all’aria aperta è 365 giorni l’anno, ogni anno, di fashion week in design week, in normal week.

E’ una fiera delle vanità che, giorno per giorno, impone un diktat: trovarsi nel posto giusto, accompagnati dal giusto entourage. Sempre.

Si primpano i locali alle persone, gli outfit alle hall degli alberghi, le spa alle ultime go pro in commercio. Insomma: tutto fa brodo perché, dicunt, è più “importante condividere che vivere”.

Il mio compito? Nell’era della sharing economy è quello di essere il vostro Virgilio, dispensatore di direttive frutto di anni di gavetta, di cene sbagliate, room service inquantificabili, momenti di panico e smarrimento quando non sai dove andare, ma soprattutto di motivi per andarci.

Ready to primp?

 

5 BUONE SCUSE PER DORMIRE A MILANO

 

Le quattro caratteristiche fondamentali di un hotel? Storia, posizione, setting della camera e il bar.

Perché la stanza, oltre che per dormire, è uno dei soggetti principali delle foto social sui viaggi.

 

 

1) Palazzo Parigi. (Corso di Porta Nuova 1, Milano) Ricostruito sul sito del seicentesco Palazzo Kramer, e progettato da Pierre Yves Rochon in chiave anni ’30, racchiude il meglio dello stile milanese con sottili influenze francesi.

I punti forti di quest’hotel? Il giardino e la Spa. Alcova d’amore di Chiara Ferragni e Fedez, è il posto perfetto dove rilassarsi e postare un selfie dall’hammam.

Tutte vogliono sentirsi principesse in Beanie e MiuMiu, quindi che la sfida a colpi di followers abbia inizio. E perché l’hashtag #palazzoparigi è tra i più consultati.

 

2) Bulgari Hotel. (Via Privata Fratelli Gabba 7/B, Milano) L’albergo presenta una combinazione di architettura in stile originale e comfort moderno very Primpy.

I punti di forza sono senza dubbio il parterre di clienti e il meraviglioso giardino interno che è paragonabile ad un oasi nel deserto di cemento che è Milano.

Degno di nota, il brunch domenicale: cibo squisito ma soprattutto nel periodo invernale è il posto perfetto dove sfoggiare qualsiasi tipo di pelliccia. Perché, anche se Armani ha detto si al #noFur, lì il dress code sembra più “no se non hai il fur”.

 

 

3) Mandarin Oriental. (Via Andegari 9, Milano) Hotel dallo stile contemporaneo e residenziale ispirato al design delle dimore dell’alta borghesia milanese dagli anni 30.

Ma quello che più di tutto colpisce appena si entra sono le composizioni floreali di Vincenzo d’Ascanio, e la palpabile componente di social living. Non a caso è divenuto punto di ritrovo.

Il bar è uno dei più belli nel panorama milanese.

La foto perfetta? Al bancone come una Carrie moderna, e se primpy il tuo look alla carta da parati bianca e nera, l’effetto è sensazionale.

 

4) 7 stars (Via Silvio Pellico 8, Milano), situato nel cuore di Milano all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II. Inaugurato nel 2007 sotto i lavori dall’architetto Ettore Mocchetti in sette suite ognuna diversa dall’altra condensa il senso del lusso.

La «reale», è grande “solamente” 580 metri quadri, e offre un servizio di chef e maggiordomo in tight e guanti bianchi. Guerre stellari non sono solo nello spazio ma anche tra gli hotel.

Davanti a cotanto lusso impallidiscono pure i baci della Marini. #bacistellari

 

 

5) Principe di Savoia. (Piazza Della Repubblica 17, Milano) Senza dubbio l’hotel che ha segnato negli anni la storia di questa città.

Lo stile classico a tratti maestoso, a tratti decadente, ha il giusto primp di chic e shock. Durante le famosissime fashionweek e design week se non passi dal bar non sei nessuno: perfetto per perdere la linea di confine tra gli addetti ai lavori e i nobody prezzemolini.

La mia stanza preferita? Of course, la suite al decimo piano con la piscina in mosaico, perché, si sa, la camera d’albergo è il posto perfetto per fare un after alla Paris Hilton con gli amici e gli imbucati.