Primpied by Luciano Russo

 

Compra, vendi, scambia

 

Per chi ha stile da vendere! (o da comprare)

Giorno dopo giorno accatastiamo vestiti, borse, foulard, scarpe e via dicendo. Ma poi sistematicamente non sappiamo come vestirci e cosa portare fuori prima, se il cane o l’ultimo paio di scarpe di Dior costato quanto l’ultimo stipendio. Insomma la vita, per chi ci vive dentro la propria (“diavolo veste prada”), è fatta di scelte più complesse dell’ultima improbabile colorazione del tailleur della Merkel alla casa bianca. Ci troviamo sommersi di dubbi, di taglie sbagliate, di pezzi da museo insomma se hai bisogno di uscire fuori dal tunnel… entra in un Bivio. Perché se sei insoddisfatta e vorresti far sparire l’abito che hai comprato per il tuo primo appuntamento con il tuo fidanzato e persino lui, comincia dal tua guardaroba, perché al Bivio il motto è compra, vendi, scambia. Non si sa mai, un tuo scarto potrebbe essere un tesoro per un’altra (e non parliamo del fidanzato!)

Ad accoglierci Marco Nicolini Profumo, braccio destro (e sinistro) di Hilary Belle Walker fondatrice di questa splendida realtà, e una delle buyer di Bivio la charmant francaise Victoire Carli.

 

Da cosa nasce l’idea di Bivio?

Bivio nasce dalla consapevolezza che oggi il mondo è davvero molto pieno di abbigliamento e capi di vestiario, e spesso molti di questi vengono buttati via o dismessi pur avendo molto da dare. Bivio è la possibilità che diamo ai capi di vivere una seconda, terza, quarta vita.

 

Il secondo punto vendita è più un’esigenza o una sfida?

Abbiamo aperto un secondo negozio per dare a più persone la possibilità di percorrere la nostra strada, arrivare a conoscerci. In realtà siamo legati all’idea che bivio è il nostro concetto ma la strada è sempre la stessa. Due store non due strade diverse, ma due percorsi molto vicini. Crediamo che la strada giusta oggi in questo sistema che è davvero pienissimo e sta implodendo sia quella di reimmettere sul mercato quello che può essere riutilizzato amato e ri adattato.

 

Si dice che ai più importanti bivi della vita non vi sia una segnaletica: cosa vi ha spinto ad essere trend setter swap?

Qui la risposta sta nella domanda, siamo stati creati da Hilary che vive in Italia da 15 anni. L’usato qui è venduto come antiquariato oppure nei mercatini specialmente in quelli delle pulci, vintage è sinonimo di vecchio. Lei ha portato in Italia questo concetto di business che mancava:  noi abbiamo provato a offrire la possibilità di acquistare un capo ancora di moda ad un prezzo giusto e ad un più ampio bacino di utenza.

 

Come è nato l’incontro tra te e Hilary?

Il nostro sodalizio è nato così: io ho trovato un annuncio di lavoro che mi sembrava interessante per un ruolo inferiore a quello che occupavo, c’era questa persona che raccontava di questa nuova realtàL’ispirazione partiva da un concetto di business americano che avrebbe aperto di lì a poco su Milano. L’ho contattata (Hilary) per gioco e ci siamo incontrati al bar cuore, che è di fronte alla nostra sede storica di via Gian Giacomo Mora, e da li è nato l’amore. Un cuore che batte tutt’oggi.

 

Tra un acquisto impulsivo ed uno eccessivo?

Io sceglierei, senza dubbio, l’eccessivo. Spesso mi rimproverano di esserlo, però ti direi impulsivo fatto di cuore e di pancia.

 

Chi ha stilato la policy dell’acquisto perfetto?

L’acquisto perfetto da Bivio nasce per un’emozione: non abbiamo taglie, stile preciso e spesso ci vantiamo di non seguire la moda.  L’acquisto da Bivio nasce perché le persone passeggiano per il nostro negozio e capiscono che quello è il capo che stavano cercando.  Non vogliamo avere un unico target ma proviamo ad abbracciare il più ampio spettro possibile di clientela.

 

Il capo che non acquisteresti mai?

Marco: Non posso dirtelo, perché Bivio prova davvero ad acquistare tutto ciò che è ancora acquistabile e portabile. Potrei dirti che quello che non acquisterei mai è un capo di bassa qualità e che non ha più nulla da comunicare.

Victoire: Io sono buyer, e Bivio mi ha giustamente insegnato a non farmi MAI questa domanda. Ero arrivata con tantissime idee e cose che non volevo acquistare perché non mi piacevano personalmente, però giustamente essendo noi un negozio e avendo la possibilità di rispondere all’esigenza di svariati tipi di clienti, devo agire secondo questo criterio: ok, non mi piace ma acquisto per loro.

 

La vostra comunicazione avviene prevalentemente attraverso i social: Instagram e Facebook. Da cosa nasce l’idea di comunicare ai propri potenziali clienti creando una community chiamata Bivio Babes e chi sono?

Marco: Noi comunichiamo attraverso i social network perché oggi sono la via più immediata per arrivare al pubblico e abbiamo provato a creare questo gruppo virtuale i #biviobabes, che sono tutti gli appassionati come lo siamo noi di questo settore della ricerca ed in generale del mondo dell’abbigliamento. Sono i nostri fornitori, i nostri clienti, ma anche i curiosi che timidamente giorno per giorno si avvicinano al nostro mondo.

Victoire: I #biviobabes, secondo me, sono tutte le persone potenziali che entrano in negozio e che giustamente indossano lo stile tutti i giorni a modo loro, con nonchalance.

 

Quali sono i must have della stagione s/s 2017?

Marco: I must have della stagione sono sempre i capi che ci fanno emozionare, per cui direi a tutti di indossare quello che aprendo larmadio comunica qualcosa.

Victoire: I must have s/s 2017 secondo me sono i caftani, vestiti molto larghi in seta, le cose molto fresche, molto colorate ma sempre molto eleganti.

 

Quanto l’apparire rispecchia l’essere?

Marco: L’apparire rispecchia l’essere, questa è una domanda quasi filosofica ma siamo la pelle che portiamo, per cui assolutamente moltissimo.

Victoire: In Italia, ho trovato un senso dell’apparire molto originale, diverso da quello francese. Mi ha colpito sin da subito, questa capacità che hanno gli italiani di indossare capi che magari i francesi indosserebbero solo per uscire la sera, ma loro tutti i giorni dal mattino alla sera. L’apparire rispecchia l’essere fino ad un certo punto, non c’è una risposta fissa a questa domanda.

 

Il tuo armadio ideale è pieno di…

Victoire: Il mio armadio ideale ultimamente è pieno di giacche kimono.

 

Secondo te è meglio distinguersi dalla massa o saper cavalcare l’onda dello stile?

Victoire: Bisogna sapersi distinguere, questo è molto importante. A Milano tutti hanno questo appeal per il fashion ed è ovvio che viene seguito in un certo modo. Secondo me tutti si distinguono da tutti.

 

Cosa significa essere fashion oggi?

Victoire: Essere fashion oggi significa fregarsene secondo me dei codici che il mondo ci impone. Andare liberamente in giro secondo il proprio gusto.